In tour con la mindfulness: a San Tomè alla ricerca del nostro io interiore
- Nadia Mangili - La Margì

- 22 gen
- Tempo di lettura: 6 min
Ti racconto il tour alternativo alla Rotonda di San Tomè in compagnia di Alessandra Sana, insegnante di mindfulness.

C’è una lanterna in pietra che sbuca tra le fronde degli alberi, lungo la strada che attraversa la piana di Almenno.
È il primo segno che ci annuncia la Rotonda di San Tomè, una piccola meraviglia romanica che da quasi un millennio accoglie i viandanti sulla via Rezia. Un luogo che invita a sostare, respirare, ritrovarsi.
I prati che la circondano si aprono all’orizzonte e distendono la mente; le montagne, pur lontane, restano presenti come un confine rassicurante. Tutto qui sembra sussurrare calma, presenza, armonia.
Un vero abbraccio di pietra e natura.
È da questa sensazione che nasce l’idea di proporre un’esperienza diversa: un tour guidato arricchito dalle pratiche di consapevolezza condotte da Alessandra Sana, insegnante di mindfulness. Un modo nuovo di vivere San Tomè, non solo come visita culturale, ma come percorso interiore di consapevolezza e connessione con sé stessi e con il luogo.
Come è nata l'idea di un mindful tour
Alessandra mi ha proposto un viaggio alternativo, che unisse i miei racconti storico-artistici e i suoi esercizi che invitano all'ascolto di sé.
"L’idea di questo tour è nata dal desiderio di dare vita a un’esperienza immersiva, che tenesse conto di tutte le parti di noi: corpo, mente e spirito.
Condividere l’incontro con lo spirito di un luogo che parla al cuore, come San Tomè: conoscerlo con la mente, e sentirlo attraverso il corpo e le emozioni.
Cogliere l’energia che lo anima, e scoprire come questa può interagire con la nostra.
Prendere tempo per respirare e darsi l’opportunità di aprirsi all’ascolto di quello che di primo acchito sfugge, scegliere di svincolarsi dalle corse e dalla frenesia del quotidiano che spesso ci fa sembrare tutto ordinario, tornare a meravigliarsi.
La natura ci parla, le stagioni ci parlano, i luoghi ci parlano se sappiamo ascoltare. È sorprendente scoprire come questi ci portino storie che raccontano anche di noi: trovare il significato profondo dei cicli naturali e sentire che anche il nostro corpo, le emozioni e i pensieri si muovono allo stesso ritmo di un albero; che in ogni passaggio c’è un messaggio da imparare, un’opportunità per crescere, e scoprire qualcosa su di sé.
Per questo non abbiamo solo visitato San Tomè, abbiamo interagito con San Tomè.
Ne abbiamo cercato i messaggi nascosti e i simboli: i numeri, le forme, le analogie con le parti dell’essere umano".

Una camminata consapevole verso la chiesa rotonda
Per raggiungere San Tomè si percorre una strada assolata, incorniciata da boschi e prati di un verde intenso. È un tragitto che invita a rallentare, a lasciarsi accompagnare dal paesaggio, mentre la Rotonda compare in lontananza, quasi come un miraggio di pietra.
Con Alessandra abbiamo immaginato un tour che seguisse proprio questo ritmo lento: un cammino che permettesse di scoprire la chiesa passo dopo passo, man mano che si svelava all’orizzonte.Come San Tomé, che si innalza in tre cerchi concentrici sempre più piccoli, anche il nostro percorso è stato un viaggio verso l’interno, alla ricerca del proprio centro, del proprio io più autentico.
All’inizio del sentiero ci siamo radicati nel presente, osservando il paesaggio che ci circondava: la piana attraversata da secoli dal fiume Brembo, la quiete dei campi, il respiro degli alberi. Da lì è partita la nostra camminata consapevole, un invito ad avvicinarci a San Tomè con tutti i sensi attivati, lasciando che ogni suono, ogni profumo, ogni lieve mutamento dell’aria ci accompagnasse in questo percorso di ascolto e presenza.

Il Romanico bergamasco in tutto il suo splendore
Archetti pensili, lunette scolpite, lesene, bifore e finestre a croce. Capitelli istoriati che raccontano storie di santi e di uomini, colonne monolitiche che sembrano radici di pietra, affreschi antichi appena percettibili, come ricordi che il tempo ha voluto solo sfiorare.
Ogni elemento dell’architettura di San Tomè concorre a creare un’atmosfera sospesa, quasi magica, dove la luce diventa protagonista: filtra, scivola, accarezza le superfici, mutando con le ore del giorno e restituendo sempre nuove sfumature di bellezza. In questo equilibrio perfetto tra pieni e vuoti, ombre e bagliori, si percepisce la mano sapiente dei maestri medievali che seppero unire fede, misura e armonia.
Le pietre di San Tomè sono intrise di simboli e significati, e continuano a parlare a chi le osserva con attenzione. Nessuno resta indifferente di fronte a tanta grazia: ogni viandante, ogni pellegrino, ogni visitatore moderno si ritrova avvolto da una sensazione di calma, di accoglienza antica.

La storia di questo edificio dialoga con quella di altri gioielli del Romanico bergamasco: l’Abbazia di Sant’Egidio in Fontanella, il Monastero di Valmarina, la Basilica di Santa Giulia a Bonate. Luoghi che condividono la stessa pietra, la stessa sobrietà elegante, la stessa capacità di trasformare la luce in presenza viva. Entrare in questi spazi è come varcare una soglia invisibile: il tempo rallenta, il respiro si fa profondo e ciò che era solo materia si illumina di spirito.
Assi, equinozi e raggi solari: i segreti di San Tomè
Chi studia le chiese medievali sa che il loro orientamento non è mai casuale. Quasi sempre l’altare guarda a est, verso il sole che nasce, mentre l’ingresso si apre a ovest, simbolo del mondo terreno. Anche San Tomè segue questa regola, ma custodisce un segreto in più.
Il suo impianto attuale, risalente al XII secolo, rivela un affascinante gioco di luce e significati: agli equinozi, un raggio di sole penetra attraverso un’apertura nella lanterna e raggiunge il tabernacolo sopra l’altare. È un istante di perfetto allineamento tra architettura e natura, tra uomo e cosmo, in cui la pietra sembra respirare con la luce. Le colonne disposte in cerchio accompagnano lo sguardo e lo spirito in un lento cammino verso il centro, evocando i fedeli in preghiera.
Non è tutto: l’asse della chiesa è perfettamente orientato verso il punto in cui sorge il sole il 3 luglio, giorno della traslazione delle reliquie di San Tommaso, a cui la rotonda è dedicata. Un dettaglio che ci emoziona e ci ricorda quanto profonda possa essere la sapienza di chi ha costruito questo luogo: la pietra diventa racconto, luce, poesia.

Dall'esterno all'interno: come la luce, una pratica per ritrovarsi
Sono molti i messaggi che si intersecano in questo luogo che nei secoli è stato di passaggio. Le pratiche di consapevolezza che abbiamo condiviso ci hanno accompagnato ad avvicinarci gradualmente al tempio, come per prepararsi a un incontro.
Abbiamo ascoltato e accolto la natura intorno a noi, il movimento dell’autunno, che ci suggerisce di tornare al centro, lasciando scorrere tutto ciò che non è essenziale.
Abbiamo fatto spazio, per poter ascoltare in profondità, ed esplorato attraverso il corpo e il respiro, ciò che guida i nostri passi nella vita.
Come può un luogo, un santuario di pietra, portare il nostro pensiero a ciò che guida il nostro cammino? Attraverso il simbolo e l’analogia, la profonda verità che “come fuori, così dentro”: il mondo è uno specchio di quello che portiamo dentro di noi.

Il movimento consapevole ci ha accompagnato nell’esplorazione del modo in cui ci muoviamo nella vita: sappiamo avventurarci? Sappiamo ritrovare il nostro centro? Cosa guida le nostre scelte?
Abbiamo scoperto che ognuno di noi porta in sé una parte maschile e una femminile (piccolo spoiler: troviamo questo messaggio anche nell’architettura di San Tomè!), una parte attiva e una ricettiva: entrambe sono preziose per esprimere chi siamo.
Tutte le nostre parti chiedono ascolto: corpo, mente, spirito. Sta a noi portare consapevolezza a ognuna, e integrare la loro voce nella quotidianità.

Il Mindful tour a San Tomè mi ha aiutata a percepire l'energia che questo luogo trasmette da sempre a tutti noi. Chi ha partecipato, e chi parteciperà al tour, si porta a casa un'esperienza illuminante, profonda e molto umana.
Questo tour alternativo ha ribadito, ancora una volta, una convinzione che ho da sempre e che ho rivissuto anche con Valeria Ghertani in occasione delle Passeggiate interiori ad Astino: è nel dialogo tra sguardi differenti, competenze che si intrecciano e passioni condivise che ogni appuntamento si trasforma in un’occasione autentica di crescita, personale e collettiva.
Un ringraziamento speciale va ad Alessandra, a a chi rende possibile la realizzazione di questi progetti e a tutte le persone che li accolgono con entusiasmo, curiosità e riconoscenza.
Se desideri partecipare al prossimo Mindful Tour, puoi consultare il calendario dei tour della Margì.




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