top of page

L’anima vintage di Bergamo: tra negozi, mercatini e incontri

Aggiornamento: 15 dic 2025


C’è un filo prezioso, essenziale, che unisce le storie degli oggetti alle storie di chi li sceglie, li cura, li recupera. Ho cercato di scovare il gomitolo che corre per la nostra Bergamo, attraversando magazzini zeppi di ricordi, piccoli negozi indipendenti e mercatini domenicali dove ogni pezzo sembra portare con sé vite già vissute e una nuova ancora da immaginare. Per farlo, ho ascoltato la voce di chi, aggirando tutte le mode, sente il vintage come un filtro sulle cose: per dar loro una seconda possibilità, per rallentare, perché quest’epoca ha un sano bisogno di attenzione, di cura per ciò che ci circonda.


Ho conosciuto così un mondo di oggetti che tornano a vivere e ho incontrato di riflesso quelle persone che, nel renderlo possibile, ridanno valore alla propria comunità. Ed è un approccio che non definirei preda della nostalgia, ma una tensione verso il futuro. Che si sa, per definizione, ha un cuore antico.


Bruno e Matteo: tutto il bello che c’è nell’usato

© Il Bello dell'Usato
© Il Bello dell'Usato

Anni Duemila: un nuovo millennio era appena nato e certo nessuno aveva voglia di “vecchiume” – uso un termine volutamente provocatorio – semmai tutt’altro. Bruno Manicardi, però, bergamasco sensibile a quello che oggi abbiamo riabilitato con il nome di vintage, accetta un giorno di raggiungere Udine con il socio Mario e vedere un amico “svuotacantine” che raccoglie e poi rivende mobili e oggetti di vario genere. I due realizzano quanto valore si nasconda in quei pezzi accumulati in maniera confusionaria e scocca una scintilla: nasce così, per puro caso, l’attività di due rigattieri in forma moderna che recuperano da vari ambienti quanto recuperabile. Scelgono un nome perfetto nella sua semplicità, Il bello dell’usato: quell’idea cresce, cambiando diverse sedi, sino ad approdare allo spazio di 2000 mq a Gorle in cui si trova attualmente.


Curiosare tra gli scaffali e le collezioni radunate da Bruno nel tempo, e costantemente rinnovate grazie ai lavori di sgombero di Matteo Carsana, divenuto socio di Bruno in seguito – Mario è mancato nel 2011 – è poter trovare quell’oggetto che ti chiama tra centinaia carichi di altrettante storie. Dalla tazzina di caffè in porcellana all’armadio a sei ante, questo “paese dei balocchi” per chi ha bisogno di ispirazione da ogni angolo e tempo conserva il senso di quando è nato, favorire il riciclo e la sostenibilità, un’attitudine che dopo un ventennio si è rivelata modernissima.


Bruno e Matteo © Il Bello dell'Usato
Bruno e Matteo © Il Bello dell'Usato

In questo nostro dialogare sulle possibilità inesauribili degli oggetti, con Bruno riflettiamo sul fatto che oggi gli arredi delle case siano più votati al minimalismo, e gli ambienti ne risultino quasi spersonalizzati. Fa tutto parte del tempo che cambia, certamente le case sono più passeggere rispetto al passato – quando sotto quello stesso tetto si svolgeva l’intera vita di una coppia, e così di una famiglia. “Nel tempo ci siamo ritrovati spesso a svuotare le case di una vita, dove gli oggetti di valore sono tantissimi”, mi dice a tal proposito, ed è chiaro a entrambi di che valore, profondo, si stia parlando.


Una selezione di pezzi in esposizione © Il Bello dell'Usato
Una selezione di pezzi in esposizione © Il Bello dell'Usato

Gli oggetti recuperati, in qualsiasi condizione siano, celano un potenziale infinito, che è l’incontro con il possibile acquirente a rendere definitivo: Bruno si affida a restauratori solo quando le condizioni sono estreme, altrimenti lascia che l’oggetto possa essere rigenerato in seguito dai gusti e dalla fantasia di chi quell’oggetto lo sceglie. E in quell’incontro tra pezzo e acquirente non c’è alcuna possibilità di invasione di campo. È proprio questa la magia della nuova vite delle cose: non è scritta, è tutta da immaginare, e ognuno la immagina a modo suo.


Di contro, a volte è importante anche aiutare i clienti a immaginare un oggetto in una possibile collocazione adatta, contestualizzandolo in maniera efficace: un’attività che porta spesso i clienti a vedere per la prima volta il potenziale di un pezzo di fronte al quale, magari, sono passati decine di volte senza coglierlo.


negozio usato mercatino bergamo
© Il Bello dell'Usato

I tesori scovati da Bruno e Matteo oggi sono arrivati anche in alcuni luoghi di Bergamo e dei suoi dintorni, portando storie passate in attività nuove: tra i molti, la taverna bergamasca Taiocchino, a cui è stato regalato il calore giusto con libri, quadri e oggettistica legati a Bergamo; il Caffè Salotto di Gorle, arredato dalle ragazze che lo gestiscono con mobili e complementi scovati tra le sue collezioni – pezzi che i clienti possono persino acquistare, favorendo la circuitazione continua di quegli oggetti; e poi locande, b&b e infine Nonna Alda, la trattoria tradizionale di recente apertura in Bergamo Alta che ha fatto incetta di un centinaio di piatti, lampade e specchi dal Bello dell’usato per decorare i suoi spazi. Bruno mi racconta che persino le case di alcuni privati sono state arredate in maniera strutturata con mobili recuperati da lui e Matteo, grazie alla collaborazione con architetti e interior designer lungimiranti nella loro attenzione al riuso.


Parlando di case e persone, gli chiedo quanto, in questi venticinque anni, il pubblico sia cambiato: ora i volti giovani che si affacciano alle vetrine sono molti più che in passato, complici le tendenze e l’attrazione sempre più diffusa per il modernariato; Bruno stesso ha accolto oggetti più selezionati e ricercati nelle sue collezioni. E probabilmente, in molte di quelle case dai toni minimalisti, basterà proprio un singolo oggetto dal passato per accendere qualcosa in più: sarà la storia che si porta dietro, o un dettaglio carico di personalità capace di scaldare l’ambiente e renderlo unico.


Laura e Gianluca: le epifanie delle domeniche per mercatini


negozio usato mercatino bergamo

E passiamo dall’altra parte, ascoltando chi ha fatto della passione per gli articoli vintage una vera vocazione, consacrando la gran parte del proprio tempo libero alla caccia di chicche d’altri tempi: una dedizione da cui stanno nascendo progetti e idee imprenditoriali pronti a decollare.


Questa storia nasce dalla passione comune di una coppia, Laura Poli e Gianluca Magri, per l’arredamento vintage, complici i programmi televisivi di antiquari in esplorazione per le campagne inglesi e per le lande americane. È quando però i due cambiano casa che s’imbattono nella loro personale avventura à la Drew Pritchard: tra gli oggetti assopiti in cantina scoprono una splendida lampada, una valigia e un tavolo con delle sedie che i due decidono di restaurare e riportare in quella stessa casa in una veste nuova. Quell’episodio accende una miccia: da quel momento, non passerà domenica senza che la coppia punti la sveglia alle 6.00 e si diriga verso i mercatini più vicini – Seriate e Treviglio in particolare, ma anche Brescia, Verona e Milano – dal momento che “gli affari si fanno presto!”, come sottolinea Laura ridendo.


Laura tra alcuni degli oggetti scovati per mercatini
Laura tra alcuni degli oggetti scovati per mercatini

La fuga della domenica per mercatini è un toccasana per chi passa tutta la settimana al computer per lavoro, e non soltanto, è forse una via necessaria per disintossicarsi dalla tecnologia in cui ormai siamo tutti immersi, come conveniamo con Laura e Gianluca. E gli incontri possibili, in quei contesti completamente offline, sono dei più molteplici e interessanti: “Le persone sono entusiaste di essere lì sin dal mattino presto per mostrarti i tesori che hanno trovato, raccontartene le storie”. Ognuno degli hobbisti ha la sua passione, il suo pallino, e anche gli avventori hanno il loro: Laura, ad esempio, adora le scatole di latta, le grafiche strepitose di un tempo e quella cura insuperata nel packaging.


Gianluca a caccia di scatole di latta
Gianluca a caccia di scatole di latta

Tra il giro di conoscenze e affetti che i due hanno stretto nel tempo non possono che citarmi Carmen, artefice di splendidi centrini dalla veneranda età di 90 anni, quasi una nonna adottiva che, con il pretesto di mostrargli proprio alcune scatole di latta, li ha accolti e invitati a pranzo diverse volte in casa sua. I mercatini, insomma, sono la commistione di tante cose: luoghi dove poter ritrovare una connessione reale con altre persone a noi affini, anche se di altre età – alcune delle quali, proprio data l’età, impazienti che arrivi la domenica per poter scambiare qualche chiacchiera con altri appassionati.


I tesori scoperti da Laura e Gianluca, poi, finiscono ad abbellire casa loro: nel tempo, questi pezzi meravigliosi hanno suscitato la curiosità degli amici, tutti perlopiù coetanei e in procinto di comprare e arredare casa. È però un peccato che, nel dare forma al proprio nido, la norma sia di acquistare nei soliti rivenditori più noti, che in definitiva danno vita a case sempre uguali tra loro. I due cercano sempre di sensibilizzare gli amici su quanta unicità e particolarità ci sia, invece, nel cercare arredi e complementi tra mercatini, con l’adrenalina annessa di aver scovato proprio quello che faceva al caso proprio.


negozio usato mercatino bergamo
I "tesori" scoperti da Laura e Gianluca nella cantina della loro nuova casa

“Probabilmente abbiamo già tutto quello che serve, nel mondo, senza comprare per forza qualcosa di nuovo – con qualità persino più scarsa!” mi dice Laura, introducendomi all’idea che l’ha portata a creare una pagina social dal nome evocativo, Sunday Patina dove condividere le proprie ricerche: oggetti segnati, e certamente valorizzati, dalla patina del tempo. Diversi sviluppi nella vita professionale dei due hanno donato poi a Gianluca la possibilità di concretizzare la passione per il vintage, grazie all’incontro con Michele, un appassionato conosciuto per caso con cui ha scoperto di condividere lo stesso sogno: insieme, hanno aperto a Bergamo il loro HEP Vintage Club, uno spazio che custodisce mirabilia d’altri tempi che aspettano solo l’acquirente giusto.


Intanto Laura continua ad adoperarsi per portare a Bergamo il mercatino che ancora manca. Nasce così un altro progetto, Super Duper Market, che lo scorso giugno ha visto la sua prima edizione: un vero e proprio evento capace di valorizzare luoghi storici del territorio, che possa coinvolgere tutte le età in un’intera giornata di scambi, acquisti, laboratori, e, soprattutto, incontri nutriti di connessioni reali.


negozio usato mercatino bergamo
La prima edizione del Super Duper Market © Super Duper Market

DannyRu: imprenditoria vintage


La magia dell’usato, poi, non risiede solo negli oggetti che scegliamo per gli arredi degli spazi che abitiamo: può seguirci per strada, raccontando di noi attraverso ciò che indossiamo. L’ultima storia che ho ascoltato è quella di Daniele Ruggeri (sotto), che ha dato una forma brillante alla sua passione per l’abbigliamento vintage.


© DannyRu Vintage
© DannyRu Vintage

Affascinato da sempre dalle atmosfere anni ’60, ’70 e ’80 – decenni iconici, un concentrato di creatività culturale e stilistica ai nostri occhi di posteri – Daniele ha frequentato a lungo i mercatini della bergamasca alla ricerca di capi originali dell’epoca.


Colpito dal carattere dei pezzi che trovava, ha cominciato a comprarne diversi, conservandoli con l’idea di rimetterli sul mercato in futuro. Siamo alle soglie del 2015 e il seme di quello che diventerà DannyRu Vintage, fortunata serie di negozi di abbigliamento old school tra Bergamo Bassa e Alta, è già presente: in quegli anni il vintage viaggiava ancora in sordina, e dopo una prima esperienza al neonato Factory Market, insieme a tanti altri creativi e giovani artigiani, Daniele scelse di aprire il suo primo negozio di abiti e accessori second hand nella deliziosa via Sant’Orsola, in Città Bassa. “Era uno spazio di 25 mq con una vetrina piccola come una porta d’ingresso, dove provai ad allestire tutto in maniera chirurgica come mi trovassi sul banco del mercato” mi racconta sorridendo, pensando a quanta strada questo suo progetto sia riuscito a fare, mutando nella dimensione ma non negli intenti. Il successo, infatti, fu immediato: la sua era un’idea nuova, diversa, e presto si rese necessario trovare uno spazio più grande – quello non lontano, in via Sant’Alessandro, dove ancora adesso ha sede l’attività.


negozio usato mercatino bergamo
Lo store di DannyRu Vintage in Bergamo Bassa © DannyRu Vintage

Non passarono molti anni che i jeans, i maglioni e gli accessori vintage di Daniele sbarcarono anche tra la fila di botteghe di Città Alta, e non in un luogo casuale: certe cose sono probabilmente ereditarie, perché già i suoi genitori avevano un’attività analoga lassù, in quello stesso spazio – che fu attiva sino agli anni ’80 e si chiamava “Il mercatino della nonna” – dove poter trovare articoli d’epoca, dai centrotavola in pizzo a meravigliosi vestiti teatrali.


Oggi quei muri accolgono capi di un altro tenore e Daniele fa eco a Bruno nel confermarmi che, tra i frequentatori, l’età si abbassa sempre di più, sia fra i turisti che bazzicano in Città Alta sia fra i local che frequentano lo store di Città Bassa – dove è più attivo Daniele, perché quella resta la clientela con cui è più a suo agio. Negli anni, ai 30-40enni dei primi tempi si sono aggiunti infatti i giovanissimi, sempre più sensibili al riuso e affascinati da jeans, camicie e occhiali nel cosiddetto stile western mood. È un fattore matematico, d’altronde: più il fast fashion dilaga, proponendo pezzi di scarsa qualità a cifre comunque alte, più si diffonde progressivamente la consapevolezza del valore della manifattura del passato, anche tra i più giovani.


negozio usato mercatino bergamo
Vetrine di DannyRu Vintage in Bergamo Alta

Mentre la nostra chiacchierata prosegue, si svelano sempre più il pensiero e le peculiarità che rendono unico questo progetto. Daniele può contare su un gruppo di fornitori fissi, dai quali recupera usato rigenerato, e al contempo gira l’Italia e il mondo alla ricerca di pezzi unici, ma soprattutto di ispirazioni e tendenze che poi sviluppa sugli stock. Quello che connota questa attività, infatti, è l’unicità più assoluta dei prodotti proposti: insieme al suo team, composto da sette persone, assembla diversi capi e crea collezioni nuove con la tecnica del repatch, recuperando e mixando tessuti che altrimenti verrebbero scartati. Materiali usurati, taglie di jeans troppo piccole per il mercato o non più di tendenza, che sarebbero destinati allo smaltimento, dopo essere trattati trovano una seconda vita diventando capi assolutamente unici.


È un incontro geniale tra second hand e hand made, che depenna la parola spreco in tutto e per tutto. E permette a chi si porta a casa un pezzo nato dalla “bottega” di DannyRu Vintage di indossare un capo eccezionale, che potrebbe essere stato dimenticato in un magazzino anche quarant’anni, e, seppur trattato, rigenerato e customizzato, conserverebbe la sua storia – e forse anche qualche scoloritura profonda regalata delle luci a neon di quel magazzino.


negozio usato mercatino bergamo
Il denim modello "69" creato da Daniele&co unendo due jeans di piccola taglia destinati allo smaltimento © DannyRu Vintage

Tre storie diverse, ma complementari, che raccontano di un modo più attento di abitare, e così conoscere e riscoprire, questa piccola fetta di mondo che è Bergamo. E una sola, grande lezione, fatta di azioni semplici, che possano allenare uno sguardo più responsabile verso il mondo intero.


Commenti


bottom of page