Ero in bottega | Evelyne Aymon e i cerchietti hand made

Oggi ti racconto una bottega speciale di Città Alta: colorata, stravagante, unica!



In questi giorni di lockdown ho cercato nuove strade per raccontarti la Bergamo più autentica, stando comodamente sul divano di casa. Sui miei canali social ho proposto una rubrica che ci ha permesso di rilassarci ogni sera camminando e scoprendo una nuova via di Bergamo, nonchè il personaggio a cui è intitolata: è stato emozionante condividere con te questi passi serali, distensivi, arricchenti, comunitari!

Ma non mi è bastato.


Ho riflettuto parecchio sulle parole che più circolano in questi giorni: "Siamo tutti sulla stessa barca" è l'espressione che più ho amato, a cui mi sono aggrappata per sopravvivere alla mia situazione disperatissima. E stando su quella barca, mi sono guardata attorno e ho trovato tante persone che, come me, stavano soffrendo in particolare per la mancanza di turismo nella nostra città.

Ho quindi pensato di dare una mano ai tanti commercianti di Città Alta, a quelle donne e a quegli uomini a cui sorrido ogni volta che attraverso la Corsarola, quelle persone che consiglio ai miei viaggiatori, le stesse persone con cui fino a ieri condividevo giornate di sole ma anche giornate difficili e complesse durante tutto l'anno.


Ho fatto loro una piccola intervista che ti riporto integralmente, qualche domanda per raccontare la loro bottega, il loro approccio in questa complessa situazione. Ma anche cosa si sentono di dire ai Bergamaschi, ai turisti e sì, anche agli altri commercianti. Dopotutto, siamo tutti sulla stessa barca.


Oggi ti racconto la bottega di Evelyne Aymon, i meravigliosi cerchietti di Fulvia Galbusera!



Da quanti anni sei in Città Alta?

Ci sono nata! Anche se in realtà sono metà Svizzera.


Ci racconti la storia della tua bottega?

Evelyne Aymon nasce in cinque giorni, da un’idea, il primo febbraio del 2013. In realtà la Signora Evelyne nasce molto prima, ma questa è un’altra storia…Come spesso accade per le idee che arrivano in una notte qualunque, poi la mattina dopo si scontrano con la realtà. In questo caso la realtà è una divergenza generazionale tra Evelyne e la figlia Fulvia, che, ritornata da un’esperie