Arlecchino, Brighella, Gioppino e Margì: le maschere bergamasche



Il Carnevale è alle porte: durante l'anno che ci siamo lasciati alle spalle, i mesi e così le loro festività caratteristiche sono passati in maniera diversa dal solito, quasi silenziosa; sembra surreale che questo possa accadere anche per festa più colorata e trascinante dell’anno!


Se ci pensi, questa è la festa più popolare, più vissuta dalla comunità insieme, fatta di carri e strade piene, dove i più piccoli si divertono in compagnia dei più grandi, da sempre. Personalmente ho sempre amato questa ricorrenza, che per un giorno, fra musica, allegria e coriandoli, ti concede l'opportunità di vestire i panni di chi desideri!


Così, dato che non potrai veder sfilare i protagonisti del Carnevale per le strade della tua città, ho pensato di accompagnarti in un viaggio nella tradizione: ripercorreremo insieme le origini delle maschere protagoniste della storia di Bergamo!

..E sì, andremo anche alle radici del mitico personaggio della Margì!


La Commedia dell’Arte


Per capire come mai le nostre maschere sono così caratteristiche e particolari, addentriamoci innanzitutto in quello che è il contesto che le ha viste svilupparsi e spesso nascere: la Commedia dell’Arte, un genere teatrale nato nel Cinquecento e diffuso in Italia.

Era caratterizzato dall'assenza di un vero e proprio copione: gli attori basavano la propria interpretazione su un canovaccio, ovvero una trama, e improvvisavano in scena.

In quel tempo, dal mondo del Carnevale da cui provenivano, le maschere "saltarono" in quello teatrale, grazie ai comici che le portavano sulla scena, talvolta modificandone alcune caratteristiche; e con la Commedia stessa, nasceranno anche moltissime nuove maschere.

Una delle particolarità principali della Commedia dell’Arte era proprio la presenza di personaggi che ritornavano in scena sempre uguali a loro stessi in ogni rappresentazione, e si “fissavano” con determinate caratteristiche: si sviluppano proprio così le maschere come le conosciamo noi e a cui siamo affezionati, con le loro particolarità caratteriali e il loro inconfondibile aspetto.