IN VIAGGIO A BERGAMO:

LA BELLEZZA SOTTO CASA!

 

TORRE BOLDONE

Una piccolissima chiesa nasconde una storia centenaria, una storia fatta di fughe, amori, malattie, voti monastici.

A pochi passi dal centro di Torre Boldone sorge la chiesetta di Santa Maria Assunta: è un piccolo luogo sacro, incorporato da metà Ottocento nell'Istituto Palazzolo delle Suore Poverelle.

Ma ha una vita molto più lunga, che risale al Medioevo: al suo posto sorgeva infatti la casa di un ricco nobile, Giorgio del Zoppo, che si racconta abitasse prima nella Torre del Gombito, la torre che svetta lungo la Corsarola in Città Alta. La sua anima Guelfa lo costrinse a fuggire a Gromo dove conobbe la giovane Anexina, se ne innamorò e i due convogliarono presto a nozze.

Scelsero di vivere qui, in una zona tranquilla e isolata, che veniva chiamata Imotorre. Ma presto Giorgio si ammalò e venne curato nel Monastero di Sant'Agostino, alla Fara. Consapevole che di fronte alla sua morte, la moglie Anexina avrebbe dedicato la sua vita al monachesimo, decise di fare testamento e di lasciare tutto a lei, con l'intento di adibire la loro casa a Monastero.

E così fu fatto. La chiesa nacque dalle forme di quella che era una cappelletta privata, con nuovo modifiche, fatte per essere simile alla Chiesa del Monastero di Sant'Agostino, luogo tanto importante per il povero Giorgio.


Ti racconto una curiosità: gli affreschi nella piccola chiesetta sono attribuiti al Maestro dell'Albero della vita di San Bonaventura, l'autore dell'immensa opera d'arte affrescata -l'Albero della Vita appunto- che trovi all'interno della Basilica di Santa Maria Maggiore in Città Alta.


Ciao, io sono Nadia, guida per viaggiatori a Bergamo. Mi faccio chiamare la Margì, quanto ci giocavo da piccola con mia nonna!
Ho voluto regalarti una breve racconto di un'opera d'arte meravigliosa che hai a pochi passi da casa. E devo ringraziare Eleonora, una tua vicina di casa, fantastica "postina" dell'arte che ha fatto da ambasciatrice in questo mio progetto!
Se stai leggendo, significa che hai dato fiducia a quel biglietto nella cassetta della posta. Ti ringrazio!
Mi auguro di averti donato un piccolo, ma intenso momento di bellezza. La nostra città, i nostri paesi, sono ricchissimi di meraviglie, e con questa consapevolezza ripartiamo dalla nostra casa per un nuovo viaggio alla scoperta della nostra storia e della nostra identità.

 

 

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